Una marea de público inundó el Templo hasta más allá de sus puertas para escuchar el Concierto de música Navidad ofrecido por la Agrupación Musical de “Nuestra Señora de la Soledad” (Los Molinos Marfagones-Cartagena).
El concierto tuvo lugar el 3 de enero de 2025 desde las 21.30 horas, en la Parroquia Castrense de Santo Domingo como una cascada fresca, donde los jóvenes intérpretes sumergieron a los espectadores con su música durante más de media hora; haciéndose seguir con palmas y ovaciones.
El Santo Padre Francisco abrió este Año Santo, que según una antigua tradición convocan los Papas cada 25 años, con la apertura de la puerta santa de la Basílica de San Pedro en Roma el 24 de diciembre de 2024.
Cari fratelli e sorelle, buon anno!
La sorpresa e la gioia del Natale continuano nel Vangelo della liturgia di oggi (Lc 2,16-21), che narra l’arrivo dei pastori alla grotta di Betlemme. Dopo l’annuncio degli angeli, infatti, essi «andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, adagiato nella mangiatoia» (v. 16). Questo incontro riempie tutti di stupore, perché i pastori «riferirono ciò che del bambino era stato detto loro» (v. 17): il nuovo nato è il «salvatore», il «Cristo», il «Signore» (v. 11)!
Riflettiamo su quello che i pastori hanno visto a Betlemme, il bambino, e anche su quello che non hanno visto, cioè il cuore di Maria, che serbava e meditava tutti questi fatti (cfr v. 19).
Anzitutto, il bambino Gesù: questo nome ebraico significa “Dio salva”, ed è proprio ciò che farà. Il Signore, infatti, è venuto nel mondo per donarci la sua stessa vita. Pensiamo a questo: tutti gli uomini sono figli, ma nessuno di noi ha scelto di nascere. Dio invece ha scelto di nascere per noi. Dio ha scelto. Gesù è la rivelazione del suo amore eterno, che porta nel mondo la pace.
Al neonato Messia, che manifesta la misericordia del Padre, corrisponde il cuore di Maria, la Vergine Madre. Questo cuore è l’orecchio che ha ascoltato l’annuncio dell’Arcangelo; questo cuore è la mano di sposa data a Giuseppe; questo cuore è l’abbraccio che ha avvolto Elisabetta nella sua vecchiaia. Nel cuore di Maria, nostra Madre, batte la speranza; batte la speranza della redenzione e della salvezza per ogni creatura.
Le mamme! Le mamme hanno sempre a cuore i loro figli. Oggi, in questo primo giorno dell’anno, dedicato alla pace, pensiamo a tutte le mamme che gioiscono in cuor loro, e a tutte le mamme che hanno il cuore pieno di dolore, perché i loro figli sono stati portati via dalla violenza, dalla superbia, dall’odio. Quanto è bella la pace! E quanto è disumana la guerra, che spezza il cuore delle mamme!
Alla luce di queste riflessioni, ognuno di noi si può domandare: so rimanere in silenzio a contemplare la nascita di Gesù? E cerco di custodire nel cuore questo Avvenimento, il suo messaggio di bontà e di salvezza? E io, come posso ricambiare un dono così grande con un gesto gratuito di pace, di perdono, di riconciliazione? Ognuno di noi troverà qualcosa da fare, e questo farà bene.
Maria, la Santa Madre di Dio, ci insegni a custodire nel cuore e a testimoniare nel mondo la gioia del Vangelo.
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Dopo l'Angelus
Cari fratelli e sorelle,
a tutti voi, romani e pellegrini, e a quanti seguono attraverso i media auguro ogni bene per il nuovo anno. Ringrazio il Presidente della Repubblica Italiana per il ricordo nel suo messaggio alla Nazione e ricambio di cuore assicurando la mia preghiera. Buon anno, Signor Presidente!
Il Papa San Paolo VI volle che il primo giorno dell’anno diventasse la Giornata Mondiale della Pace. Quest’anno essa si caratterizza, a motivo del Giubileo, per un tema peculiare: quello della remissione dei debiti. Il primo a rimettere i debiti è Dio, come sempre gli chiediamo pregando il “Padre nostro”, riferendoci ai nostri peccati e impegnandoci a perdonare a nostra volta chi ci ha offeso. E il Giubileo chiede di tradurre questa remissione sul piano sociale, perché nessuna persona, nessuna famiglia, nessun popolo sia schiacciato dai debiti. Incoraggio pertanto i Governanti dei Paesi di tradizione cristiana a dare buon esempio, cancellando o riducendo quanto più possibile i debiti dei Paesi più poveri.
Ringrazio per tutte le iniziative di preghiera e impegno per la pace promosse in ogni parte del mondo dalle comunità diocesane e parrocchiali, da associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali, come la Marcia nazionale per la pace che si è svolta ieri a Pesaro. E saluto i partecipanti alla manifestazione “Pace in tutte le terre” organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in diversi Paesi. Saluto la Comunità di Sant’Egidio, che è lì.
Esprimo il mio grato apprezzamento a tutti coloro che nelle tante aree di conflitto lavorano per il dialogo e per i negoziati. Preghiamo perché su ogni fronte cessino i combattimenti e si punti decisamente alla pace e alla riconciliazione. Penso alla martoriata Ucraina, a Gaza, a Israele, al Myanmar, al Kivu e a tanti popoli in guerra. Ho visto nel programma “A Sua Immagine” filmati e fotografie della distruzione che fa la guerra. Fratelli, sorelle, la guerra distrugge, distrugge sempre! La guerra è sempre una sconfitta, sempre.
Saluto di cuore tutti voi, romani e pellegrini, in particolare le bande musicali di alcune scuole degli Stati Uniti d’America: da Michigan, California, Oklahoma e North Carolina. Grazie della vostra musica! Come pure saluto i fedeli di Pontevedra, in Spagna, e i volontari della Fraterna Domus. E saluto i ragazzi dell’Immacolata: lottate per la pace!
A tutti auguro un buon inizio d’anno, con la benedizione del Signore e della Vergine Madre. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!
Los días anteriores al 24 de diciembre los feligreses, de la Real Iglesia Parroquial Castrense de San Fernando, procedieron a adornarla para la celebración de las Fiestas de Navidad.
El día 24, a las 19:00 horas, con un nutrido grupo de feligreses, entre los que se encontraban los niños y niñas de Catequesis de Primera Comunión, se celebró la Santa Misa “del Pollito”, la cual fue presidida por el Sacerdote Delegado Rvdo. D. Antonio González-Mohino Espinosa, y fue amenizada por villancicos durante la celebración; al finalizar la misma, el sacerdote colocó al Niño Jesús, en las manos de la Santísima Virgen, en el Portal que se montó al efecto.
Un año mas, las unidades miliares de la isla de Tenerife han llamado a la alegría del Belén, y han querido participar en esta tradición navideña, y en la cual nuestros soldados demuestran, con mucho esmero, imaginación y un poco de conocimiento bíblico, lo artistas que son montando los nacimientos expuestos.
El pasado viernes 13 de diciembre, el Arzobispo Castrense de España, Monseñor Juan Antonio Aznárez, ofició a las 12 horas, en la Iglesia Catedral de las Fuerzas Armadas, la Santa Misa de celebración de la Inmaculada Concepción, patrona de los capellanes castrenses y posteriormente presidió el acto de Imposición de la Cruz Fidélitas 2024.
En su homilía, Monseñor Aznárez señaló que debemos estar alegres, no temer nada porque el Señor está con nosotros. El Señor nos ama tal y como somos y Él sabe que nuestro corazón no cambia a base de órdenes, por eso nos invita a renovarnos con su Amor. Y para ello debemos ponernos a tiro de ese Amor, cuidando la confesión, leyendo unos minutos el Evangelio, visitando a enfermos y esmerándonos en el trato que dispensamos a los demás.
En el dia de hoy se decreta listado de condecorados con la Cruz Fidelitas en sus diversas modalidades para premiar el tiempo de fidelidad y dedicación ministerial, de los Capellanes Castrenses en las Fuerzas Armadas de España y para recompensar acciones notables y meritorias, tanto de Capellanes, como de personal militar o civil y también de instituciones, en referencia a la Iglesia y al Evangelio en el ámbito del Arzobispado Castrense de España.
Conforme a lo dispuesto en el artículo 11 de la Instrucción que reglamenta la misma, las tres clases de la Cruz Fidélitas se concederán únicamente a los Capellanes Castrenses, en activo o en situación de reserva que, cumpliendo los requisitos necesarios, lo hayan solicitado por escrito y hayan recibido la aprobación del Arzobispo Castrense
Igualmente, en su artículo 13 dispone que las distinciones honoríficas se podrán otorgar a quienes, independientemente de su condición eclesiástica, militar o civil, se hagan merecedores de las mismas según el juicio del Arzobispo Castrense convenientemente asesorado por los miembros del Consejo Episcopal.
El Regimiento de Artillería nº93 de la isla de Tenerife celebró los días 25, 26 y 27 de noviembre el tradicional Triduo en honor a su patrona Santa Bárbara.
Debido al hermanamiento que existe entre el Acuartelamiento de Los Rodeos y el Santísimo Cristo de La Laguna, las dos primeras Eucaristías se celebraron en el Real Santuario del Santísimo Cristo de La Laguna, y el tercer y último, en la Santa Catedral de San Cristóbal de La Laguna, por encontrarse allí una imagen de Santa Bárbara que pertenecía a los Artilleros cuando estos tenían sus dependencias en Santa Cruz de Tenerife.
Durante los días 26, 27 y 28 de noviembre la Real Parroquia Castrense del Santo Ángel Custodio y la Asociación de Señoras de Santa Bárbara han dedicado Solemne Triduo en honor de la Virgen y Mártir Santa Bárbara, Patrona del Arma de Artillería. Debido a que el templo permanece cerrado al culto, se ha desarrollado en la iglesia del Beato Diego José de Cádiz perteneciente a la feligresía de la parroquia.
¡Queridos hermanos y hermanas, buen domingo!
El Evangelio de la liturgia de hoy (Lc 21,25-28.34-36), primer domingo de Adviento, nos habla de trastornos cósmicos y de angustia y miedo en la humanidad. En este contexto Jesús dirige a sus discípulos una palabra de esperanza: «Tengan ánimo y levanten la cabeza, porque está por llegarles la liberación» (v. 28). La preocupación del Maestro es que sus corazones no se apesadumbren (cfr v. 34) y que esperen vigilantes la venida del Hijo del hombre.
La invitación de Jesús es esta: levantar la cabeza hacia lo alto y tener el corazón ligero y despierto.
En efecto, muchos contemporáneos de Jesús, ante los eventos catastróficos que ven acaecer a su alrededor – persecuciones, conflictos, calamidades naturales –, son embargados por la angustia y creen que está por llegar el fin del mundo. Tienen el corazón pesado por el temor. Pero Jesús quiere liberarlos de las angustias presentes y de las falsas convicciones, indicando cómo estar prevenidos en el corazón, como leer los eventos a partir del proyecto de Dios, que actúa la salvación también dentro de las circunstancias más dramáticas de la historia. Por esto les sugiere dirigir la mirada hacia el Cielo para entender las cosas de la tierra: «levántense y alcen la cabeza» (v. 28). Es bello… «levántense y alcen la cabeza».
Hermanos y hermanas también para nosotros es importante el consejo de Jesús: «Que sus corazones no se apesadumbren (v. 34). Todos nosotros, en tantos momentos de la vida, nos preguntamos: cómo hacer para tener un corazón “ligero”, ¿un corazón despierto, libre? ¿Un corazón que no se deja aplastar por la tristeza? La tristeza es fea… Es fea. De hecho, puede pasar que las ansias, los miedos y los afanes por nuestra vida personal o por todo lo que hoy acontece en el mundo, pesen como rocas sobre nosotros y nos empujen al desánimo. Si las preocupaciones cargan al corazón y nos inducen a encerrarnos en nosotros mismos, Jesús nos invita en cambio a levantar la cabeza, a confiar en su amor que nos quiere salvar y que se hace cercano en cada situación de nuestra existencia, a hacerle espacio para volver a encontrar la esperanza.
Y, entonces, preguntémonos: mi corazón está cargado por el miedo, por las preocupaciones, ¿por las ansias en el futuro? Sé observar los eventos cotidianos y las circunstancias de la historia con los ojos de Dios, en la oración, ¿con un horizonte más amplio? ¿O más bien me dejo tocar por el desánimo? Que este tiempo de Adviento sea una ocasión preciosa para levantar la mirada hacia Él, que aligera el corazón y nos sostiene en el camino.
Ahora invoquemos a la Virgen María, que también en los momentos de prueba ha estado lista a acoger el proyecto de Dios.
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Después del Ángelus
¡Queridos hermanos y hermanas!
En los días pasados se ha conmemorado el 40° aniversario del Tratado de Paz y Amistad entre Argentina y Chile. Con la mediación de la Santa Sede, ello puso fin a una disputa territorial que había llevado a la Argentina y a Chile al borde de la guerra. Esto demuestra que, cuando se renuncia al uso de las armas y se dialoga, se recorre un buen camino.
Me alegro por el cese-al-fuego alcanzado hace unos días en Líbano y auspicio que pueda ser respetado por todas las partes, permitiendo a las poblaciones de las regiones tocadas por el conflicto – sea libanesa que israelí – regresar a sus casas pronto y con seguridad, también con la preciosa ayuda del ejército libanés y de las fuerzas de paz de las Naciones Unidas. En esta situación, dirijo una invitación a todos los políticos libaneses, para que sea elegido inmediatamente el presidente de la Republica y las instituciones retomen su normal funcionamiento, para proceder a las reformas necesarias y asegurar al País su papel de ejemplo de convivencia pacífica entre las diferentes religiones. Es mi esperanza que la espiral de paz que se ha abierto pueda llevar al cese-el-fuego sobre todos los otros frentes, sobre todo en Gaza. Llevo en el corazón la liberación de los israelíes que aún son mantenidos como rehenes, y el acceso de la ayuda humanitaria a la exhausta población palestina. Recemos por Siria, donde lamentablemente se ha vuelto a encender la guerra causando muchas víctimas. Estoy muy cercano a la Iglesia en Siria. ¡Recemos!
Expreso mi preocupación, mi dolor, por el conflicto que sigue ensangrentando a la martirizada Ucrania. Asistimos desde hace tres años a una terrible secuencia de muertes, de heridos, de violencia, de destrucción… Los niños, las mujeres, los ancianos, las personas débiles, son las primeras víctimas. La guerra es un horror, la guerra ofende a Dios y a la humanidad, la guerra no ahorra a ninguno, la guerra es siempre una derrota, una derrota para la entera humanidad. Pensemos que el invierno está a la puerta, y amenaza con empeorar las condiciones de millones de desplazados. Serán meses muy duros para ellos. La concomitancia de guerra y frio es trágica. Dirijo, una vez más, mi llamamiento a la comunidad internacional, y a todo hombre y mujer de buena voluntad, para que se esfuercen en todas las formas para detener esta guerra, y para hacer prevalecer el dialogo, la fraternidad, la reconciliación. Que se multiplique a todo nivel un renovado empeño. Y mientras nos preparamos a la Navidad, mientras esperamos el nacimiento del Rey de la paz, se dé una esperanza concreta a estas poblaciones. La búsqueda de la paz es una responsabilidad no de pocos, sino de todos. Si prevalece la indiferencia a los horrores de la guerra, toda, toda la familia humana está derrotada. Toda la familia humana está derrotada. Queridos hermanos y hermanas, no nos cansemos de rezar por aquella población tan duramente probada y de implorar de Dios el don de la paz.
Saludo con afecto a todos ustedes, fieles de Roma y peregrinos venidos de Italia y de diversos países En particular, saludo a los grupos provenientes de Barcelona, Murcia y Valencia – pensemos en Valencia, cómo está sufriendo… - y de Gerovo en Croacia. Saludo a los fieles de Arco di Trento y a aquellos de Sciacca, y al grupo romano de la Gioventù Ardente Mariana. Y saludo a los chicos dell’Immacolata.
Deseo a todos un buen domingo y buen inicio de Adviento. y por favor no se olviden de rezar por mí. ¡Buen almuerzo y hasta pronto!
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